
La Prima Sezione della Corte Suprema di Giustizia (SCJ), in occasione di un’azione esecutiva per il recupero di crediti in pesos, ha affermato che è indispensabile valutare il corpus probatorio presentato nel corso del dibattimento nel suo insieme e in modo armonico, qualora siano emerse divergenze argomentative tra le parti che contestano tali prove.
Con sentenza n. SCJ-PS-23-0491 del 29 marzo 2023, hanno esaminato un’azione esecutiva in cui hanno stabilito che, sebbene il credito rivendicato derivi da una fattura, è altrettanto vero che essa trae origine da un contratto, ovvero da un accordo avente forza di legge tra le parti, in base al quale si applica il principio dell’esecuzione in buona fede che prevede la valutazione degli aspetti relativi al comportamento delle parti, ai sensi dell’articolo 1134 del Codice Civile.
“In definitiva, sebbene il preventivo iniziale non specificasse la valuta, le parti hanno concordato chiaramente le condizioni della transazione prima dell’emissione della fattura finale, con la stessa voce e lo stesso importo del preventivo iniziale”, si legge nella sentenza.
A tal proposito, la suddetta Sezione ha annullato la sentenza civile n. 026-02-2022-SCIV-00093 emessa dalla Prima Sezione della Camera Civile e Commerciale della Corte d’Appello del Distretto Nazionale e rinvia la causa alla Seconda Sezione della Camera Civile e Commerciale della Corte d’Appello della suddetta giurisdizione.
La sentenza è stata firmata dai giudici Pilar Jiménez Ortiz, presidente della suddetta sezione; Justiniano Montero Montero, Samuel Arias Arzeno, Vanessa Acosta Peralta e Napoleón Estévez Lavandier.
Per leggere la sentenza completa, clicca sul seguente link: https://poderjudicial.gob.do/wp-content/uploads/2023/05/SCJ-PS-23-0491.pdf
