
La Sezione penale della Corte Suprema di Giustizia ha ribadito il principio secondo cui una delle regole dell’attività bancaria e finanziaria è la riservatezza e il segreto bancario, per cui le trattative e le transazioni effettuate dagli intermediari finanziari non possono essere divulgate a terzi, salvo nei casi in cui, nell’interesse dell’amministrazione della giustizia e previo ordine di un giudice, sia disposto diversamente.
Con la sentenza n. SCJ-SS-23-0335, del 31 marzo 2023, i giudici della suddetta Sezione sostengono che la Costituzione dominicana sancisca chiaramente, all’articolo 44, la tutela della privacy.
“È risaputo che il segreto bancario è un diritto fondamentale di tutti e che, per accedere alle informazioni bancarie di qualsiasi persona, è necessaria la valutazione di un giudice istruttore, il quale, prima di emettere un’ordinanza, deve accertarsi che i diritti fondamentali della persona oggetto dell’indagine siano garantiti in ogni momento”, sottolinea la sentenza.
Il procedimento in esame ha avuto inizio con una denuncia per frode fiscale presentata al Pubblico Ministero dalla Direzione Generale delle Imposte Interne (DGII), ai sensi delle disposizioni dell’articolo 234 del Codice Fiscale, il quale stabilisce, tra l’altro, che L'amministrazione fiscale, qualora venga a conoscenza di fatti che costituiscono reato, dovrà avviare un’azione penale dinanzi alla giustizia ordinaria..
A tal proposito, i giudici della Sezione penale: Francisco Antonio Jerez Mena (presidente), Nancy I. Salcedo Fernández, Fran Euclides Soto Sánchez e María G. Garabito Ramírez, hanno respinto il ricorso in cassazione contro la sentenza penale n. 502-2022-SSEN-00050, emessa dalla Seconda Sezione della Camera Penale della Corte d’Appello del Distretto Nazionale il 28 aprile 2022, il cui dispositivo è riportato nella parte precedente della presente sentenza.
È possibile consultare la sentenza al seguente link: https://bit.ly/46JDSjb
