La Corte Suprema di Giustizia stabilisce che il valore probatorio attribuibile alle fotocopie può contribuire a rafforzare la convinzione del giudice 

La Sezione penale della Corte Suprema di Giustizia (SCJ) ha ribadito il principio secondo cui, sebbene le fotocopie non costituiscano prove inconfutabili, è comunque vero che il loro contenuto può aiutare il giudice a formarsi un giudizio, purché la loro valutazione sia corroborata da altre circostanze ed elementi emersi nel corso del procedimento. 

Con la sentenza n. SCJ-SS-23-0154, del 31 gennaio 2023, i giudici della suddetta Sezione stabiliscono che, in materia in cui vige la libertà probatoria, il giudice dispone di ampio potere di valutazione delle prove e di trarne le conseguenze. 

Per quanto riguarda la valutazione probatoria, “è opportuno precisare che questa Seconda Sezione ha stabilito che il giudice idoneo a decidere in merito alle prove testimoniali è colui che, nel corso del processo, attua il principio di immediatezza in relazione alle stesse”. 

La decisione del tribunale fa seguito all’esame in cassazione di una causa per abuso di fiducia, reato contestato a un’avvocatessa e a sua madre, in relazione alla vendita di una porzione di terreno e ai proventi ricevuti e non consegnati alla vittima che aveva conferito l’incarico di vendere l’immobile. 

Il citato articolo 408 del Codice penale precisa che “il danno causato dall’abuso di fiducia deve ricadere sul proprietario, sul possessore o sul detentore, il quale ha affidato o consegnato a un altro, in virtù di uno dei contratti previsti, i beni indicati nel suddetto testo di legge, e quest’ultimo le sottrae non adempiendo al proprio obbligo di restituzione”. 

A tal proposito, i giudici della Sezione penale: Francisco Antonio Jerez Mena (presidente), Nancy I. Salcedo Fernández, Fran Euclides Soto Sánchez, María G. Garabito Ramírez e Francisco Antonio Ortega Polanco, hanno respinto il ricorso in cassazione contro la sentenza penale n. 216-2014, emessa dalla Sezione penale della Corte d’Appello del Distretto giudiziario di San Pedro de Macorís il 21 marzo 2014, decisione contro la quale le imputate avevano presentato ricorso dopo essere state condannate sia penalmente che civilmente per il fatto in questione. 

È possibile consultare la sentenza al seguente link:  https://poderjudicial.gob.do/wp-content/uploads/2023/07/SCJ-SS-23-0154.pdf 

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