La SCJ riconosce che le decisioni che stabiliscono l'estinzione dell'azione penale possono essere impugnate in appello 

La Seconda Sezione della Corte Suprema di Giustizia ribadisce il principio secondo cui le decisioni che dichiarano l’estinzione dell’azione penale, fondate sulla prescrizione, l'abbandono dell'accusa, tra le altre cause di analoga conseguenza, debbano essere considerate soggette ad appello, ai sensi degli articoli 416 e seguenti del Codice di procedura penale. 

Il criterio giurisprudenziale è contenuto nella sentenza n. SCJ-SS-22-0527, in data 31 maggio 2022, nella quale si sostiene che la Convenzione americana sui diritti umani stabilisce, all’articolo 8, comma 2, lettera h), che nel corso del procedimento ogni persona ha diritto, in condizioni di piena parità, di impugnare la sentenza dinanzi a un giudice o a un tribunale di grado superiore. 

Sottolinea inoltre che, ai sensi delle disposizioni dell’articolo 74 della Costituzione della Repubblica, i diritti e le garanzie fondamentali non hanno carattere limitativo, pertanto i trattati, i patti e le convenzioni in materia di diritti umani, sottoscritti e ratificati dallo Stato dominicano, hanno rango costituzionale e sono di applicazione diretta e immediata da parte dei tribunali e degli altri organi dello Stato. 

“È stata adottata da questa Sezione penale della Corte Suprema di Giustizia la linea interpretativa secondo cui il nostro ordinamento processuale promuove il diritto di ricorso, che costituisce una garanzia fondamentale da rispettare nell’ambito del giusto processo, al fine di consentire che una sentenza ritenuta sfavorevole al ricorrente possa essere riesaminata da un giudice diverso e di di grado superiore. ”La facoltà di impugnare una sentenza dinanzi a un'istanza diversa, al fine di contestarne i fondamenti e il contenuto, è senza dubbio una manifestazione fondamentale dello Stato di diritto», afferma la Seconda Sezione. 

“Sebbene gli Stati dispongano di un margine di discrezionalità nel regolamentare l’esercizio di tale ricorso, non possono stabilire restrizioni o requisiti che violino l’essenza stessa del diritto di impugnare la sentenza”, aggiunge. 

La sentenza, firmata dai giudici Francisco Antonio Jerez Mena (presidente), Fran Euclides Soto Sánchez e María G. Garabito Ramírez, accoglie il ricorso in cassazione presentato contro la sentenza penale n. 502-01-2021-SRES-00125, emessa dalla Terza Sezione della Camera Penale della Corte d’Appello del Distretto Nazionale, il 28 aprile 2021. 

Inoltre, annulla la decisione impugnata e rinvia il procedimento alla Presidenza della Sezione penale della Corte d’appello del Distretto Nazionale, affinché affidi il caso a una delle sue sezioni, diversa da quella di provenienza, affinché proceda a una nuova valutazione del merito del ricorso in appello. 

È possibile consultare il testo integrale della sentenza al seguente link:  https://bit.ly/3V9IrxQ 

Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *